Il Chiostro del Paradiso, accanto al Duomo di Amalfi
Il Chiostro del Paradiso, accanto al Duomo di Amalfi — foto: Luca Aless · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Un paese piccolo con una storia enorme

Amalfi oggi ha poco più di cinquemila abitanti. Fra il IX e l'XI secolo era una delle quattro Repubbliche marinare e trattava alla pari con Bisanzio e con l'Egitto: da quella stagione restano le Tavole Amalfitane, il codice di diritto del mare che nel Mediterraneo si è usato per secoli.

Della città medievale resta poco perché una mareggiata nel 1343 si portò via buona parte del porto e dei quartieri bassi. Quello che si vede oggi è la città che ha ricostruito sé stessa addosso alla valle, con i vicoli coperti che salgono e le case appoggiate una sull'altra.

Il Duomo, la scalinata e il Chiostro del Paradiso

La scalinata di sessantadue gradini davanti al Duomo di Sant'Andrea è il salotto del paese: ci si siede, ci si aspetta, ci si fotografa. La facciata a fasce bianche e nere sembra medievale ma è un rifacimento dell'Ottocento in stile arabo-normanno; il campanile invece è del Duecento, e le porte di bronzo furono fuse a Costantinopoli intorno al 1060.

La parte che vale il biglietto è il Chiostro del Paradiso, costruito fra il 1266 e il 1268 come cimitero dei nobili amalfitani: colonnine binate, archi intrecciati, un quadrato di palme al centro e un silenzio che nel resto del paese non esiste.

Dallo stesso percorso si entra nella basilica del Crocifisso, che è la chiesa vecchia, e si scende nella cripta dove sono conservate le reliquie di sant'Andrea.

La Valle dei Mulini, la parte che quasi nessuno fa

Dietro il Duomo la strada continua a salire e in cinque minuti si è fuori dalla folla. È la Valle dei Mulini: un canyon stretto dove il torrente muoveva le macine che riducevano gli stracci in poltiglia. Da quella poltiglia nasceva la carta bambagina, che ha fatto la fortuna di Amalfi quando la marineria non bastava più.

Il Museo della Carta è ricavato in una cartiera del Trecento e mostra il ciclo intero, foglio per foglio, con le macchine ancora funzionanti. Più su, la valle diventa un sentiero fra i ruderi delle cartiere abbandonate, con la vegetazione che se li è ripresi.

D'estate è anche la parte più fresca di Amalfi, il che non è un dettaglio.

Il Museo della Carta di Amalfi, con le macchine in funzione
Il Museo della Carta di Amalfi, con le macchine in funzione — foto: Amphipolis · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Come organizzare la giornata

Mezza giornata basta per Duomo, chiostro e centro; l'altra mezza serve per la Valle dei Mulini e per Atrani, che è a un chilometro e si raggiunge anche a piedi.

Il problema serio di Amalfi è il parcheggio: i posti sono pochi e cari, e in alta stagione la fila per entrare in paese può essere lunga. Da Tramonti, in estate, il consiglio è scendere a Maiori, lasciare l'auto lì e prendere il traghetto o l'autobus.

Gli orari e i biglietti del complesso monumentale cambiano con la stagione: si controllano sul sito della Diocesi prima di partire.

Cosa vedere se avanza tempo

L'Arsenale della Repubblica, in fondo al lungomare, è quel che resta dei cantieri navali medievali: due navate di pilastri in pietra dove si costruivano le galee. Oggi ospita il museo della Bussola e del Ducato amalfitano.

Il Chiostro di Santa Maria Maddalena e la salita verso il quartiere alto danno un'idea di com'è fatto il paese sopra il livello dei negozi. Bastano venti minuti in salita per non incontrare più nessuno.

Atrani, a un chilometro

Atrani è il comune più piccolo d'Italia per superficie e sta appena dopo Amalfi, dall'altra parte del promontorio. Ci si arriva a piedi in una quindicina di minuti, lungo la strada o per la scalinata che passa sopra il tunnel.

La piazza è minuscola, chiusa fra le case e aperta sulla spiaggia, e ha la chiesa di San Salvatore de' Birecto dove venivano incoronati i dogi di Amalfi. Vale la deviazione: è la Costiera senza il rumore della Costiera.

Quattro camere a mezz'ora da tutto questo

Villa Bianca sta a Tramonti, dietro il crinale: si scende in costa quando si vuole e si torna a dormire senza fila e senza cercare parcheggio.

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