I Monti Lattari visti dal golfo di Sorrento
I Monti Lattari visti dal golfo di Sorrento — foto: Falk2 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Perché si chiamano così

Il nome viene dal latte: questi monti sono da secoli terra di pascoli e di caseifici, e da qui vengono il fior di latte e la provola affumicata che si trovano in tutta la Campania. Non è un dettaglio folkloristico: è ancora un'economia viva.

La catena corre da Castellammare di Stabia fino a Punta Campanella e separa nettamente il golfo di Napoli da quello di Salerno. La cima più alta è il Monte Sant'Angelo a Tre Pizzi, che supera i millequattrocento metri.

Il parco e i sentieri

Dal 2003 l'area è tutelata come Parco Regionale dei Monti Lattari. Dentro ci sono faggete d'alta quota, castagneti, macchia mediterranea e una rete di sentieri che l'Alta Via dei Monti Lattari percorre da un capo all'altro.

Da Tramonti partono diverse mulattiere: la salita al Santuario dell'Avvocata sul Monte Falerzio, i percorsi verso il valico di Chiunzi, i collegamenti storici con Maiori e con Scala.

Sono sentieri veri, non passeggiate attrezzate: segnaletica a tratti, nessun servizio, e nei mesi piovosi fondo scivoloso. Meglio informarsi prima e non partire tardi.

I castagneti

Sopra i seicento metri la vite lascia il posto al castagno. I castagneti dei Lattari hanno avuto per secoli una doppia funzione: le castagne come cibo e il legno come materiale, in particolare per i pali delle pergole dei limoneti.

In ottobre e novembre la raccolta riempie i boschi di gente, e le castagne arrivano sui tavoli di casa. Una delle nostre camere si chiama Castagna proprio per questo.

Un riccio di castagna aperto, sul terreno del bosco
Un riccio di castagna aperto, sul terreno del bosco — foto: Dominicus Johannes Bergsma · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Le gite più semplici

Dal valico di Chiunzi partono percorsi panoramici che restano in quota, con vista sulla piana del Sarno e sul Vesuvio da una parte e sulla valle di Tramonti dall'altra: sono camminate brevi e adatte anche a chi non è allenato.

Più impegnativa è la salita al Santuario dell'Avvocata sul Monte Falerzio, che si può affrontare dal versante di Maiori o da quello di Tramonti.

Per l'Alta Via dei Monti Lattari, che attraversa l'intera catena, servono preparazione, cartografia e più giorni: non è una gita improvvisata.

Regole di buon senso

Non si parte tardi e non si parte senza acqua. In estate le ore centrali sono da evitare anche in quota. In autunno e inverno il fondo può essere scivoloso e le giornate sono corte.

La segnaletica è presente ma non ovunque: una traccia scaricata sul telefono, con la batteria carica, evita brutte sorprese.

In caso di emergenza in montagna il numero unico è il 112.

La fauna e la flora

Sopra gli ottocento metri comincia il bosco di faggio, una rarità a questa latitudine e a questa distanza dal mare. Più in basso ci sono castagneti, lecci e macchia mediterranea, con corbezzolo, mirto e ginestra.

Fra gli animali si incontrano volpi, faine, ghiri e diverse specie di rapaci: il falco pellegrino nidifica sulle pareti a picco della costa.

In primavera la fioritura delle orchidee spontanee sui pendii aperti è uno dei motivi per cui i Lattari sono studiati dai botanici.

Il Santuario dell'Avvocata

Sopra Maiori, sul Monte Falerzio, sta il Santuario di Santa Maria dell'Avvocata: un complesso addossato alla roccia che guarda insieme il golfo di Salerno e la valle di Tramonti. Ci si arriva solo a piedi, per mulattiera.

Il pellegrinaggio tradizionale si svolge il lunedì dopo Pentecoste e coinvolge i paesi della zona: si sale al buio e si arriva in cima con la luce. Fuori da quel giorno il posto è quasi sempre deserto.

Dormire dove il territorio comincia

Vigne, castagneti e mulattiere intorno alla casa; il mare a venti minuti di tornanti. Il giardino e il pergolato sono di tutti gli ospiti.

Guarda le camere